Regione Sicilia

Turismo Geologico

Ultima modifica 10 aprile 2018

Punto Geologico

Collezione di fossili del Sig. Vincenzo Gruppuso di Alcamo

I fossili presenti nella collezione privata in esame sono riconducibili alla formazione geologica che prende il nome di "Sintema di Marsala"  secondo la moderna classificazione geologica.

Questa formazione geologica è costituita da calcareniti e sabbie bioclastiche e marne di colore giallo e biancastro a composizione carbonatica e in misura minore quarzosa.

La successione inizia con un livello di conglomerati grossolani (spessore 1-2 m), cui segue un' alternanza di calcareniti bio-litoclastiche e sabbie che, a luoghi, passano lateralmente e verso l'alto ad un livello, spesso pochi metri, di argille e silt marrone chiaro a foraminiferi planctonici.

L'orizzonte conglomeratico e ghiaioso alla base della successione, si presenta discontinuo in funzione delle paleomorfologie e dinamiche sedimentarie, ed è costituito da clasti di carbonati meso-cenozoici e quarzareniti derivanti dal flysch numidico.

Le calcareniti e le sabbie mostrano stratificazioni sia parallela che obliqua e sovente si rinvengono strutture sedimentarie da ripples e da rimaneggiamenti intraformazionali. Questa successione mostra spessori compresi tra un paio di metri e 30-40 o 80-90.

Il contenuto paleontologico nei livelli arenitici è rappresentato da gasteropodi (Patella spp.), lamellibranchi (Gycerimis spp., Pecten jacobaeus (Linneo), Chlamis multistriata (Ansell), Chlamis septemradiata (Muller), Arctica islandica (Linneo, Ostrea spp.), coralli, briozoi, spugne, alghe, vermetidi, scafopodi, echinodermi, ostracodi, foraminiferi bentonici (Hyalinea Balitca); nei litotipi argillosi rari foraminiferi planctonici (Globorotalia truncuatulinoide excelsa).

Sulla base del contenuto fossilifero il sintema viene riferito al Pleistocene inferiore (Emiliano-Siciliano, 1,1-0,9 Ma).

La fauna e le strutture sedimentarie presenti indicano che tale successione si sarebbe deposta al margine meridionale di un bacino plio-pleistocenico, che si estende a nord verso la scarpata continentale del margine sud tirrenico.

Ad Alcamo Marina in particolare il contenuto fossilifero è particolarmente ricco anche se con notevoli variazioni sia verticali che orizzontali.

I fossili di seguito descritti provengono dalla località di Alcamo Marina.

Info e contatti:

Per visitare il luogo info:

Cell. 339 7330249
Tel. 0924 501088

e-mail: alcamomarina@hotmail.it
facebook: www.facebook.com/alcamomarina.turismo

la relazione e' stata curata dallo Studio di Geologia Tecnica Ambientale del

Dott. Antonio Bambina Geologo
Corso dei Mille 166  91011  Alcamo (TP)
Tel – Fax  0924549005
e-mail: a.bambina@prg.it 

In particolare nella collezione privata sono stati osservati esemplari di:

Artica islandica 

Detta anche "Cyprina" si tratta di un bivalve (classe) appartenete all'ordine degli "eterodonti".  Presenta due valve simmetriche  ed un guscio robusto e spesso. E' considerato un ospite nordico del bacino mediterraneo  ovvero compare nella fase di raffreddamento climatico all'inizio del quaternario e ricompare con sicurezza durante i glaciali Mindel, Riss e Wurm.  Presenta vistose strie di accrescimento esterne con dimensioni comprese tra i 10 ed i 15 cm.+

L'esemplare descritto presenta un guscio calcitico, ha perso lo strato corneo esterno (periostraco) ma conserva il "mesostraco", costituito da prismi e lamelle di calcite normali alla superficie. Presentava due muscoli adduttori che espletavano luna considerevole forza per aprire e richiudere i gusci ("dimiario)". La parte in basso a sinistra viene denominata "umbone" (di tipo "prosogiro" per la direzione appena asimmetrica verso la zona anteriore) immediatamente sotto è ubicato il "cardine" che tramite un legamento corneo consentiva la rotazione delle valve. Dalla parte superiore in alto a destra fuoriusciva il "bisso" ovvero dei ciuffi filamentosi che serviva all'organismo per fissarsi sul fondo marino.

Il nostro esemplare (valva destra) dopo la morte ha subito la decomposizione della frazione organica ed è stato riempito di sabbia sciolta che con il procede dei fenomeni di fossilizzazione si è cementata conservando anche il modello interno del fossile (retro foto). Il "mesostraco" è in fase di sfaldamento ma ancora mantiene la sua struttura.

Questo organismo non superava i 125 m di profondità, massimo 150 m. Il ritrovamento di questo fossile consente di datare con precisione l'età dei sedimenti.


Chlamis multistriata

 Appartiene all'ordine degli "anisomiari"  ovvero bivalvi molto diversificati . Presenta un numero di coste variabili, prediligeva acque profonde presentavano dimensioni comprese tra 1 - 15 cm. Presenta un agolo apicale ridotto (porzione bassa dell'esemplare) un contorno subcircolare con area cardinale costituita da due orecchiette (parzialmente spezzate nell'esemplare). Esemplare costituito da guscio calcitico ancora in discreto stato di conservazione. L'esemplare in basso a destra presenta la porzione bassa "umbone" molto erosa ed alcuni segni di erosione legati probabilmente ad un'azione di trasporto sul fondo marino dopo la morte dell'organismo.


Modelli interni di bivalvi

 Dopo la dissoluzione del guscio calcitico in questo esemplare è siddetto "modello interno". Alla morte dell'organismo, dopo la decomposizione dei tessuti molli la sabbia riesce a penetrare ed occupare lo spazio interno e nel tempo cementando assume la morfologia della conchiglia che successivamente di disclioglie, rimane quindi l'esatta impronta interna.


Questo esemplare ci fa capire quanto spazio aveva a disposizione la parte molle dell'organismo dentro il bivalve. In particolare la porzione in alto a destra rappresenta la protuberanza ospitata dentro l'"umbone" di tipo prosogiro (orientato verso la parte anteriore dell'organismo) quindi si tratta di una modello interno di una valva sinistra. L'impronta che la sabbie è riuscita a prendere è quella dell'endostraco (aragonite e conchiglina organizzate come sottili lamelle  parallele alla superficie) ossia lo strato più interno della conchiglia.


Ostrea

Presenta due valve non simmetriche dall'espetto lamelloso. Una valva si fissava sul fondo e si inspessiva. Nella valve aragonitiche di questo fossile al variare della  cocsentrazione di conchiolina si passa dall'effetto l'effetto madreperlaceo a quello porcellanaceo. Lo spessore elevato del guscio riesce a conservare molti di questi esemplari.


Blocco di calcarenite biogenica

Il blocco di calcarerite biogenica, costituito da modelli interni, fossili e calchi di varii organismi fossili del Pleistocene inferiore (Emiliano-Siciliano, 1,1-0,9 Ma) ci mostra uno svariato assortimento di sezioni di gusci di organismi particolarmente ben conservati. La caratteristica di questo blocco stà nella fedele rappresentazione con cui la sabbia sottile è riuscita a riprodurre i modelli dei vari organismi che andavano depositandosi sul fondo marino del Pleistocene inf.