MACA Storia dell'edificio

Ultima modifica 18 dicembre 2020

In un contesto rinnovato, la piazza “Ciullo” di Alcamo conserva ancora rilevanti strutture di un passato monumentale, come il vasto complesso architettonico del Collegio dei PP. Gesuiti.
La costruzione che fu iniziata nella seconda metà del Seicento, verrà completata in un secondo tempo, nel ‘7oo ed arricchita con un loggiato.  Del progetto originario abbiamo testimonianza dalla nota planimetrica rinvenuta alla Biblioteca Nazionale di Parigi, unico documento storico finora conosciuto come primo progetto del Collegio che reca scritto sul retro “Alcamo”. È una rappresentazione del primo piano del complesso architettonico: un cortile quadrato racchiuso da quattro bracci d’uguale profondità, dai quali aggettano la volumetria della scala ed alcuni ambienti sul lato ovest. Dell’impianto originario della seconda metà del Seicento rimangono oggi le ali nord ed ovest che, sia al piano terra sia al primo piano, malgrado alcune trasformazioni intervenute nei secoli successivi, hanno mantenuto le caratteristiche originarie.
“Est Alcamum Mediterranea Siciliae civitas, nobilis et opulenta”. Così descrive Alcamo il Gesuita Emanuele Aguilera nel suo regesto sulle Compagnie di Gesù in Sicilia fra gli anni 1612 e 1672. Il luogo scelto per la realizzazione del Collegio si trovava fuori le mura medioevali della città, sul lato ovest, a ridosso di uno spazio libero, piazza Maggiore, poi piazza Ciullo, in un’area centrale già interessata, sin dal Cinquecento, da nuova edilizia. Ciò corrispondeva ai criteri d’ubicazione richiesti per i Collegi che dovevano sorgere in un’area centrale grande per ospitare l’abitazione dei padri e le scuole per gli studenti stessi, eventualmente con un giardino e vicino ad una chiesa da officiare. I Collegi dei Gesuiti erano scuole d’insegnamento, aperte non solo agli scolari che sarebbero divenuti gesuiti, ma anche ai laici, che venivano accompagnati nel loro cammino di fede cristiana.
Il restauro del complesso con le destinazioni a Biblioteca Civica e museo d’arte contemporanea ha ridato al Collegio il suo ruolo centrale all’interno del tessuto urbanistico.