Regione Sicilia

Palazzo Fraccia

Ultima modifica 27 aprile 2018

Il palazzo prospetta su uno slargo sulla via XI Febbraio, mentre lateralmente interessa la via Porta Stella con la sua facciata laterale di minore importanza. Edificato per volere di Agostino Fraccia per procurarsi una dimora degna della nuova posizione sociale acquistata dal suo casato dopo aver conseguito nel 1697 il titolo di barone di Favarotta e Furni, il palazzo è inserito nel nucleo dell'impianto cinquecentesco, in prossimità del corso 6 Aprile, asse principale dello sviluppo urbanistico della città di Alcamo. È da considerare tra le più significative opere architettoniche di edilizia civile del settecento ad Alcamo, periodo storico in cui si verifica un rinnovamento degli schemi costruttivi della città cinquecentesca. Il palazzo, a pianta rettangolare, viene costruito addossato alla chiesa di S. Nicolò di Bari, sfruttando parte delle murature di una costruzione preesistente. Dunque la struttura muraria del prospetto presenta un cambiamento evidente dell'intreccio costruttivo, in cui al taglio perfetto dei blocchi di arenaria si sostituisce la muratura in pietra informe ricoperta da intonaco, propria delle tecniche costruttive barocche. In un'alternanza di vuoti e di pieni, il portale sul prospetto principale ritrova la sua posizione assiale con il sovrapporsi dell'ultima elevazione all'abside della chiesa adiacente. Elemento di rilievo sul prospetto è il portale, che include il balcone d'onore e lo stemma patrizio: un cuore trafitto da una freccia. Oltrepassato il portale, un vestibolo si apre sull'atrio, da cui diparte lo scalone d'onore in due rami, di cui oggi rimangono solo le rampe di sinistra che portano al primo piano. Una scala costruita alla fine dell'ottocento porta al secondo piano.