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I Tesori del Centro Storico

Ultima modifica 6 aprile 2018

  I Tesori del Centro Storico

Per percorrere questo itinerario a piedi è consigliabile lasciare l'automobile nell'ampio parcheggio

a raso che si trova sul lato sud di piazza della Repubblica.

Da qui potrete raggiungere facilmente la prima tappa dell'itinerario: il trecentesco Castello dei Conti di Modica.

Fanno parte di questo itinerario

  1. Castello dei Conti di Modica (momentaneamente chiuso per completamento lavori Enoteca Regionale)
  2. Chiesa di San Francesco di Paola (Badia Nuova) apertura su richiesta.
  3. Chiesa di San Tommaso (visibile esternamente)
  4. Chiesa dedi Santi Cosma e Damiano (visita su richiesta)
  5. Torre De Ballis (visibile esternamente)
  6. Basilica di Santa Maria Assunta
  7. Museo d'Arte Sacra 
  8. Chiesa di Sant'Oliva
  9. Collegio dei Gesuiti (Chiusura : Domenica mattina e lunedì)
  10. Chiesa del Gesù
  11. Chiesa di Maria SS. Annunziata
  12. Fontana Araba

1. Castello dei Conti di Modica 

Fortezza inespugnabile e prestigiosa dimora di Enrico e Federico Chiaramonte che probabilmente lo costruirono tra il 1340 e il 1350, il castello prende nome dai Conti che ne furono proprietari dal 1410 al 1812. Con la sua robusta mole, impostata su una pianta romboidale, e con le quattro torri alternate, due cilindriche e due quadrate, ha protetto la città e resistito per secoli a violenti attacchi, tra cui quello famigerato di un pirata islamico, il corsaro Barbarossa. Sul prospetto nord resistono al tempo due originarie finestre monofore e nel cortile interno bifore e trifore. Lo scalone d'onore del castello è in marmo rosso proveniente dalle cave del Monte Bonifato.

2. Chiesa di San Francesco di Paola (Badia Nuova)

Costruita assieme all'annesso monastero benedettino Badia Nuova nel 1531, venne demolita nel 1699 e ricostruita nella prima metà del secolo XVIII con interventi (1724) dell'architetto trapanese Giovanni Biagio Amico. Discreta all'esterno, rivela all'interno grande equilibrio e contenuta spazialità: la navata unica ha copertura a botte e altari laterali poco incassati tra semplici paraste scanalate, ed è animata da una sobria decorazione a stucco. Custodisce una splendida tela di Pietro Novelli raffigurante San Benedetto da Norcia che distribuisce la regola .

All'interno vi sono otto statue in stucco eseguite nel 1724 da Giacomo Serpotta e sono tra i principali capolavori dell'artista che si avvicina per vigore espressivo alle opere del Bernini. Le statue che ornano le pareti sono: La Pace, La Mansuetudine, La Fortezza, La Purezza, L'Addolorata, La Maddalena, S. Pietro e S. Paolo.

3. Chiesa di San Tommaso

È un piccolo gioiello gotico-catalano, per l'incisivo valore architettonico dello splendido portale strombrato, sintesi perfetta del modulo svevo ad archi acuti e del gusto chiaramontano sottolineato da intagli, trafori e minuti ornamenti; al di sopra si apre una gustosa finestrella monofora, inserita, assieme al portale, in un breve avancorpo delimitato da esili e lunghe colonnine. L'interno a navata unica è suddiviso in due campate da un arco trasversale, sostenuto da due colonne addossate alle pareti. Incerta la data di costruzione, avvenuta presumibilmente nella prima metà del secolo XV.

4. Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

Ritenuta una delle più belle chiese barocche siciliane, fu fondata intorno al 1500 ma ha assunto l'aspetto attuale grazie alla ricostruzione, avvenuta nel 1721-1725, ad opera dell'architetto Giuseppe Mariani.

L'interessante soluzione del tamburo che internamente ripete il profilo dell'aula, a pianta centrica esagonale, si ispira con ogni probabilità alla chiesa romana di Sant'Ivo alla Sapienza, del celeberrimo architetto Francesco Borromini.

Due grandi tele, pregevoli opere del pittore fiammingo Guglielmo Borremans, raffigurano l'Immacolata e la Madonna che presenta il Bambino a Santa Chiara. Vi si conservano anche dipinti del trapanese Andrea Carreca (sec. XVII), ed un seicentesco Crocefisso ligneo.

L'articolato e vibrante interno è abbellito da splendidi stucchi di Francesco Guastalla e Vincenzo Perez del 1722, ai quali si aggiunseo nel 1757 quelli realizzati da Gabriele Messina. Di Giacomo Serpotta sono inoltre le due magnifiche statue (1722) raffiguranti la Giustizia e la Carità.

5. Torre De Ballis

L'imponente austera torre quadrangolare del palazzo de Ballis è uno straordinario esempio di architettura quattrocentesca, con chiari riferimenti alle soluzioni palermitane di Matteo Carnalivari, individuabili nell'elegante cornice di sostegno delle merlature; echi catalani si notano invece nella finestra trifora inserita in un arco a tutto sesto. La torre fu fatta costruire da Giovanni de Ballis, dopo un ricco matrimonio, probabilmente su progetto del monrealese Pietro Oddo, "speciali mastro di musia et di morari (di mosaico e costruzioni). Sullo spigolo ovest è posto lo stemma di famiglia, mentre nel prospetto posteriore si trova una finestra bifora. La famiglia De Ballis, di origine bolognese, si stabilì ad Alcamo nel secolo XV con Ballo De Ballis.

6. Basilica di Santa Maria Assunta

Accessibile dall'ampia Piazza IV Novembre la Basilica di Santa Maria Assunta, il principale luogo di culto di Alcamo è davvero un edificio spettacolare.

La facciata principale (lato meridionale) in stile neoclassico-barocco è realizzata con la pietra rossiccia della cava di Sant'Ippolito che la differenzia dalle altre chiese di Alcamo. A dire il vero la facciata fu aggiunta nel 1786 su progetto di Emanuele Cadorna, ma la chiesa ha origini trecentesche e l'assetto attuale è frutto di una ricostruzione avvenuta nella prima metà del XVIII secolo su progetto degli architetti Angelo Italia e Giuseppe Diamante.

L'altro lato visibile dall'esterno (quello orientale), seppur più sobrio, conserva un superbo portale, probabile opera del Berrettaro del 1499 con ricche decorazioni quasi plateresche.

Dall'esterno è visibile anche la splendida cupola (alta circa 50 metri con un diametro di 10 metri), considerata fra le più belle d'Italia che fa da sfondo alla statua di Maria Assunta e il Monumento ai Caduti nella Grande Guerra (1915-1918), con la dedica degli alcamesi emigrati a Brooklyn.

L'interno è formato da un vasto spazio suddiviso in una navata centrale e due laterali da file di colonne monolitiche in marmo rosso del Bonifato.

La chiesa si impone per la sua solennità e si distingue per lo stile fastoso del barocco siciliano.

Nella navata destra, accanto alla prima cappella, ne è stata costruita un'altra per accogliere le spoglie mortali di don Giuseppe Rizzo, l'illustre sacerdote che ha segnato la storia e l'economia della città. È stata inaugurata nel 1995 e il progetto è del celebre architetto Paolo Portoghesi.

La cappella contiene un bassorilievo (in marmo bianco purissimo delle Apuane) di fine fattura dello scultore Paolo Borghi, raffigurante il presbitero e alcune allegorie che riproducono alcuni capolavori alcamesi di Giacomo Serpotta sulle sue virtù umane e cristiane.

Soffermatevi a esaminare da vicino l'abile lavoro artigianale dello scultore Gagini; le figure della Vergine Maria e del Bambino sono particolarmente pregevoli.

In fondo alla navata destra, a fianco del coro si trova la Cappella della Sacra Spina, con gli splendidi portali in stile gotico-catalano, con un reliquiario contenente una spina che proverrebbe dalla corona di Gesù Cristo.

7. Museo d'Arte Sacra

In mezzo alla navata sinistra si trova l'accesso al Museo d'Arte Sacra (ingresso € 3,00) sapientemente allestito nel 2010. Il museo contiene una strepitosa collezione di dipinti, documenti, ex voto, paramenti sacri e una portantina del XIX secolo.

8. Chiesa di Sant'Oliva

La chiesa di Sant'Oliva prospiciente alla piazza Ciullo, è stata edificata nel 1533 e, successivamente riedificata nell'attuale aspetto nel 1724 su progetto dell'architetto trapanese Giovan Biagio Amico, architetto del Real Patrimonio e del Senato palermitano.

Fà sfoggio di sé, sull'altare maggiore una tela ascrivibile all'anno 1639 al Pietro Novelli, intitolata "Le Anime del Purgatorio". Gli altari sono adornati da bellissimi marmi policromi intagliati da Mariano e Simone Pennino.

Gli stucchi sono di Gabriele Messina e di Francesco e Giuseppe Russo. Tra le altre opere, si ammirano due sculture in marmo di scuola gaginesca raffiguranti "San Luca e Sant'Angelo" e l'Annunciazione, gruppo marmoreo eseguito nel 1545 da Antonino e Giacomo Gagini. Vi si ammira, inoltre, la statua in marmo eseguita da Antonello Gagini raffigurante S. Oliva, considerata tra le opere più belle dell'artista. Il tetto della chiesa, subì gravi danni in seguito al sisma del 1968 e ad un incendio nel 1987, che lo distrusse, ma fu ricostruito pochi anni dopo.

9. Collegio dei Gesuiti

Pur se in un contesto interamente rinnovato, la piazza "Ciullo" di Alcamo conserva ancora

rilevanti strutture di un passato monumentale, come il vasto complesso architettonico del Collegio dei PP. Gesuiti.

La costruzione delle fabbriche, fu iniziata nei primi anni della seconda metà del Seicento, successivamente al 1642 (anno di stipula del contratto per la sua realizzazione), ma non verrà completata in tutte le sue parti.

Del progetto originario abbiamo testimonianza dalla nota planimetrica rinvenuta alla Biblioteca Nazionale di Parigi, unico documento storico finora conosciuto come primo progetto del Collegio, e che reca scritto sul retro "Alcamo".

Dell'impianto originario della seconda metà del Seicento rimangono oggi le ali nord ed ovest

che, sia al piano terra sia al primo piano, malgrado alcune trasformazioni intervenute nei secoli successivi, hanno mantenuto le caratteristiche morfologiche e tipologiche originarie, nonché le tracce murarie dell'originario corpo scala e di un'aliquota delle volumetrie che si attestano sull'ala ovest.

Il Collegio dei Gesuiti ad Alcamo, fondato a metà del '600 per le esigenze della diffusione della fede e della formazione spirituale, viene arricchito, nel '700, con un loggiato secondo i modelli della trattatistisca colta del tempo.

Il restauro, a cura del prof. ing. Giovanni Palazzo, dell'ing. Vincenzo Di Giuseppe, dell'arch. Adriano Navarra, con la collaborazione dell'arch. Anna Maria La Fisca, destinandolo a Biblioteca Civica ed a sede di rappresentanza del Comune, lo ha ricollocato nel suo ruolo centrale all'interno del tessuto urbanistico.

10. Chiesa del Gesù

La scenografica facciata della chiesa del Collegio dei Gesuiti (1684-1767), costruita su progetto dell'architetto dell'ordine Dazio Agliata, domina la piazza imponendosi con il suo ordinato spartito architettonico di lesene e cornici. Nelle cinque nicchie sono collocate le statue di Sant'Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio, della Madonna dei Miracoli e, in basso, gli arcangeli Raffaele e Michele. Due campaniletti cuspidati ed un sinuoso coronamento completano la pittorica composizione. L'arioso interno a navata unica con ampio transetto è vivacizzato da stucchi policromi settecenteschi ed accoglie dipinti di scuola novellesca ed una teatrale Circoncisionedell'alcamese Giuseppe Renda (1797).

Annessi alla chiesa sono i locali dell'ex convento.

11. Chiesa di Maria SS. Annunziata

La chiesa dell'Annunziata È un magnifico esempio d'arte gotico-catalana. Fu edificata nel secolo XIV e riedificata nel '500 e nel '600. Nel 1866 crollò in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose.

Era a tre navate, separate da due ordini di colonne. Oggi È priva di coperture e rimangono in piedi un solo ordine di colonne ed alcune cappelle con raffinati elementi decorativi.

Ciò che rimane è un magnifico esempio di chiesa gotico-catalana, a tre navate, separate da due ordini di colonne con archi ad ogiva: priva di copertura, mantiene in piedi un solo ordine di colonne ed alcune cappelle. Di presunte origini trecentesche, legate alla presenza dei Padri Carmelitani ad Alcamo, ha subito un susseguirsi di rimaneggiamenti, ampliamenti e modifiche, soprattutto nei secoli XVI e XVII, fino al crollo avvenuto alla fine del secolo XIX.

Interessante anche il chiostro tardo-rinascimentale dell'ex convento, a doppio ordine di colonne, opera dall'architetto Francesco Lo Mastro (prima metà sec. XVII).

12. Fontana Araba

Gli Arabi costruirono una fontana presso una sorgente d'acqua, nel casale Alqamah. Un forte terremoto, avvenuto alla fine del '400, pare abbia danneggiato la fontana, successivamente ricostruita. Con il trasferimento della vita cittadina attorno al castello, si instaurò attorno alla fontana un'attività di pastorizia che determinò l'esigenza di costruire un abbeveratoio. La parte prospettica si presenta con due lavabi e con lesene sormontate da capitelli. L'abbeveratoio, in conci di pietra di calcarenite travertinoide risale alla prima metà dell'Ottocento.