Giornata della Memoria in Prefettura

Pubblicato il 27 gennaio 2022 • Comunicati Stampa

COMUNICATO STAMPA DEL  27  GENNAIO  2022 

ANCHE IL COMUNE DI ALCAMO PRESENTE A TRAPANI PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA: FIRMATA LA DICHIARAZIONE D’INTENTI PER IL PROGETTO PIETRE D’INCIAMPO 

Il Giorno della Memoria è la ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell'Olocausto; la data scelta dalle Nazioni Unite è quella del 27 gennaio di ogni anno, per ricordare quando nel 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.
Al riguardo, stamane a Trapani, presso il Palazzo del Governo della Prefettura i Sindaci della Provincia hanno sottoscritto la dichiarazione d’intenti per l’adesione al Progetto della Memoria per la posa delle pietre d’inciampo. Per il Comune di Alcamo presente il V/Sindaco Caterina Camarda.      
Dichiara il vice Sindaco Caterina Camarda “abbiamo voluto aderire al progetto Memorie d’Inciampo perché ne riconosciamo l’alto valore morale e storico; la creazione di una memoria storica diffusa, visiva e mentale dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti è di fondamentale importanza. Ripercorrere la storia del genocidio (non solo degli ebrei, ma dei deboli, degli indesiderati, di chi è diverso) è basilare per intercettare i segnali di quella che potrebbe diventare la degenerazione del sistema. I campi di sterminio - continua il Vicesindaco -  sono la parte finale di un momento storico terribile che è iniziato mettendo in discussione i diritti degli uomini, ovvero togliendo, poco a poco, la dignità umana alle persone sulla scorta di una ideologia politica distorta. 
Conclude Camarda “nonostante siano passati tanti anni, la memoria della Shoah che ascoltiamo, vediamo, leggiamo da quando eravamo bambini a scuola, ogni volta ci lascia increduli, impauriti  e spaesati”.

In pratica, il progetto prevede la collocazione sul selciato stradale della città, davanti alle abitazioni delle vittime di deportazioni, di piccole “mattonelle” in ottone con le generalità del deportato. Quindi un inciampo non fisico, ma visivo e mentale per far sì che i passanti si fermino e si interroghino sul perché di quella piccola “mattonella” che evocando un ricordo, intreccia passato e presente, perché la memoria non deve essere solo un fatto celebrativo ma parte integrante della vita quotidiana.